Sa Colonia Turismo Rurale a Dolianova CA ( Sud-Sardegna); dove la Natura è regina a 650 mt s.l.m. una moderna struttura ricettiva immersa nel verde dei lecci di Santu Miali a Dolianova. Qui lo spirito del passato vive ancora, creando in perfetta armonia con il presente, un ambiente a misura d'uomo. Crea un sito web con EditArea.
Nel suo piccolo, Sa Colonia Turismo Rurale si propone come meta, di cercare di infondere un po’ più di consapevolezza in tutti, a riguardo di ciò che normalmente si consuma a tavola.
Paolo Lepori ci parla a cuore apperto: “Il consumismo, la vita frenetica, la moda e la pigrizia hanno oramai fatto dimenticare che se continuiamo giorno dopo giorno a nutrirci di immondizia alimentare (conservanti, additivi, stabilizzanti, emulsionanti, coloranti, ecc.) il risultato finale non potrà certo essere quello di ottenere un fisico in salute ed in forma. Non è certo necessario poi,ogni giorno,doversi rimpinzare fino ad arrivare ad essere sempre pieni e satolli all’inverosimile! Si può benissimo ridurre la quantità a favore della qualità”.
Ecco, ”Sa Colonia Turismo Rurale” si propone di cercare di offrire ai propri ospiti la qualità più genuina e migliore disponibile sul mercato e di cucinarla nella maniera più semplice e tradizionale possibile, usando solo olio extravergine, pochi grassi, nessun esaltatore di sapidità o miglioratore alimentare di alcun genere, cercando di reperire i propri alimenti da cucinare presso piccole realtà produttive, evitando la grande distribuzione,e cercando di riproporre vecchi piatti tradizionali, oramai poco consueti sulle nostre tavole. Continua Paolo: “Sono ben conscio di non avere le capacità tecniche di grandi chef, ma proprio per questo non cerco mai di lanciarmi in grandi percorsi gastronomici. Cerco infatti solamente di reperire quanto di meglio in circolazione, possibilmente anche biologico, e di cucinarlo nel modo più semplice, per ottenere dei piatti sani ed appetibili . La mia filosofia - spiega Paolo Lepori, - è quella di proporre una cucina semplice che mira sempre ad esaltare i gusti della materia prima. Non amo, infatti, le cucine complesse dove condimenti e salse coprono ogni sapore. Penso che la possibilità di godere di cibi genuini non debba essere un privilegio per pochi. Per questo motivo cerchiamo di avere prezzi che rispettino questa logica.
Quindi da noi non troverete ambienti lussuosi e standard di comfort da grandi alberghi; non troverete menù con ampie possibilità di scelta, con carta dei vini e delle acque minerali; non troverete animazioni varie per farvi divertire.
Troverete invece:
· un'ospitalità dignitosa di tipo familiare;
· una ristorazione improntata alla genuinità e alla rivalutazione di antichi sapori edelle specialità del territorio;
· un aiuto per esplorare i nostri boschi, percorrendo antichi sentieri, alla
scoperta di una realtà contadina ormai perduta, passando per antiche mulattieree passaggi dei mastri carbonari;
· una disponibilità totale a farvi conoscere quanto stiamo facendo ed il desiderio
di confrontare la nostra con la vostra esperienza, senza tacervi le perplessità
che la durezza di questa scelta impongono.
Intervista di Anna Piazzesi
per Tv Radiocorriere
Incontriamo Pierpaolo Lepori alle 11.00 del mattino. La cucina è già attiva da almeno due ore, Paolo si ferma e ci accoglie nella bella sala arredata: i tavoli sono apparecchiati, pronti a ricevere i clienti per il "tutto completo" del pranzo domenicale. Quindi iniziamo l'intervista, Pierpaolo si scusa perchè non ha molto tempo, ma questo non gli impedisce di offrirci un caffè e sedersi al tavolo con noi per una chiacchierata. I toni sono amichevoli, abbiamo di fronte un professionista molto cortese, dai toni pacati:
La tua filosofia?
Mi piace una cucina personalizzata, distinta. E' essenziale la materia prima, che deve essere fresca, ogni giorno scelta con cura. Amo le cose semplici, i sapori netti e distinguibili, uno stile culinario che si alimenta con la passione e l'amore per la mia terra.
C'è un piatto che ti rappresenta in modo particolare?
Non ho una ricetta preferita. Ogni giorno nasce un piatto diverso e diventa rappresentativo. Amo variare, comporre, improvvisare. Il menù cambia sempre, ed è in continua evoluzione.
E un ingrediente che ti fa impazzire di piacere?
Amo la cacciagione e la carne in generale, ma anche le verdure. E tutto quello che dà colore ed è fresco. Dò molta importanza ai colori: un piatto finito deve mantenere le tonalità degli ingredienti iniziali, senza mutarli in tinte innaturali. Questa è la mia idea di tecnica e amore per il lavoro.
Partecipi alle manifestazioni e credi sia utile il confronto?
Ci sono molte manifestazioni, competizioni, convegni... Io apprezzo il confronto solo quando è sincero. In Italia si avverte molto la voglia di primeggiare. Per quanto mi riguarda non amo per niente la competizione: non esiste la vittoria di una ricetta, non c'è "il migliore". Un piatto può riuscire meglio, ma è tutto talmente soggettivo, lasciato al gusto personale. In definitiva mi piace la vita tranquilla, le gare le faccio ogni giorno a vedere se riesco ad accontentare i miei ospiti, insomma gare quotidiane con me stesso, con la mia passione e non vinco sempre…… non è cosi facile … ogni tanto sbaglio e allora mi rattristo, rimugino … e poi via si riparte anche perchè quando sbagli un piatto l’ospite spesso ti perdona perchè sa che ci hai messo il cuore.
Cosa significa fare il cuoco?
Noto che spesso il lavoro in cucina non è apprezzato quanto altre cose. Si è disposti a spendere per tanti beni, telefonini super tecnologici, vestiti alla moda, ma si è più intransigenti per il costo di una cena, anche quando ti dà emozioni. Ad esempio in Francia la gente, le famiglie, almeno una volta all'anno vanno in un Tre stelle: è una cultura del cibo come valore.
La soddisfazione è regalare belle sensazioni a chi sta a tavola.
Perchè adesso si parla tanto dei cuochi spagnoli?
Credo che Ferrán Adrià abbia portato molta innovazione in Spagna e nel mondo L'innovazione poi è diventata moda. Personalmente non sono attratto da un uso eccessivo della tecnologia: a tavola è bello godere del cibo con i sapori veri, mentre una serie di portate “al cucchiaino” in una cena non mi dà soddisfazione, trovo però giusto che ci siano cuochi capaci e disposti a fare una cucina così, perchè il cliente ha la scelta ed è giusto che veda più stili. Inoltre la Spagna riesce nelle manifestazioni perchè ha un grande appoggio finanziario: si finanziano i progetti e le persone. Per questo i cuochi spagnoli sono coraggiosi nell'esporsi e nell'intraprendere l'attività. In Italia è difficile, non c'è appoggio economico se non a chi i soldi li ha già.
Esci in sala per conoscere i tuoi clienti?
Vivo la sala come una casa, dove il cliente è prima di tutto un ospite. Entro in sala fin dall'inizio, è importante salutare gli ospiti, farli sentire a loro agio. Mi è odioso chiedere il conto alla fine, ma chiaramente è necessario! Io cucino per passione: è un lavoro che mi diverte e mi emoziona.
E la massima soddisfazione quando entri in sala?
Gioisco nel vedere la gente che mangia con gusto i miei piatti e apprezza davvero quello che ha nel piatto. Andare al ristorante e lasciarsi stupire non è cosa semplice.
Sa Colonia Turismo Rurale 10 gennaio 2010
“La ruralité, un atout
pour demain
à défendre ensemble”
Conferenza e workshop tenutosi a Corte (Corsica) presso il Campus Marianinei giorni 3, 4 e 5 dicembre 2009
Ospite e relatorePaolo Lepori (Turismo Rurale e Tipicità Territoriali)
Iniziando il suo intervento Paolo Lepori ci fa notare come: …--Va osservato che lo spazio rurale attuale risulta composto da una pluralità di attività economiche (turismo, artigianato, ristorazione, produzione e vendita di prodotti tipici, per enumerarne soltanto alcuni), il che ha permesso il rafforzamento e il consolidarsi dell’offerta del turismo rurale nelle sue due componenti principali: l’agriturismo e i prodotti agroalimentari locali. Nello stesso tempo si è rafforzata nel territorio l’identità locale e il sentimento di appartenenza alla comunità, insieme a una maggiore consapevolezza delle opportunità di sviluppo offerte da un uso sostenibile e integrato delle risorse locali…--
Continua Paolo Lepori “Di turismo non si muore, ma si può stare male. E gli esempi li abbiamo di fronte agli occhi in tutto il mondo. Fenomeni di speculazione interna ed esterna, sopravalutazione delle capacità di accoglienza, acquiescenza alla logica del profitto delle istituzioni locali, degrado ambientale, scomparsa dell´elemento umano, sono fenomeni non certo rari. Ecco allora che, in questa prospettiva, il turismo rurale può essere addirittura una risorsa in grado di garantire la tutela dei siti e dei modi di vita, a beneficio sia degli abitanti che delle future generazioni (anche di quelle urbane).
Va tenuto presente però che il successo delle attività legate a tale tipologia di turismo è riconducibile sia al contesto che alla capacità organizzativa e produttiva del territorio nel suo insieme e delle singole aziende che compongono l’offerta locale.”
…”La direzione da seguire è la cura al posizionamento della propria offerta, trattandosi di un prodotto di scoperta, e puntando in maniera decisa sulla destagionalizzazione.
Un prodotto turistico di qualità superiore punta più sull´aspetto emozionale che sul consumo; sulla personalizzazione (il che dovrebbe consentire di gestire al massimo gruppi di una quindicina di persone); sulla caratterizzazione dell’accoglienza e della ricezione; sull’alto livello dell’ambiente e della tradizione enogastronomica. Qui uno dei valori aggiunti sono le relazioni umane. E se si riesce anche a proporre un’offerta diversificata e segmentata tanto meglio.”
Conclude il suo intervento Paolo Lepori rimarcando il fatto che bisogna evitare la monoproduzione: va infatti ricordato che non esiste una sola clientela, ma diversi segmenti di clientela, ognuno con le sue specifiche esigenze. Il che non vuol dire di inseguire prodotti complicati, anzi è l’opposto: meglio optare per prodotti semplici ma flessibili, in grado di offrire attività diversificate che permettano ai clienti di costruire il proprio soggiorno in funzione dei gusti personali.
Il che sottintende anche un’opera necessaria su tutta la popolazione perché la qualità dell´accoglienza turistica riguarda l´insieme degli abitanti. Ecco che la condizione preliminare diventa quella dell´informazione e della sensibilizzazione, naturalmente adattata alla cultura locale.
ANNALISA FERRETTI PER IL MENSILE “LE VIE DEL GUSTO” CI PARLA DI PAOLO LEPORI
Uno che non si dà mai per vinto, che cerca giorno per giorno i prodotti più freschi, quelli autentici, scovati magari nel campo sperduto di un contadino. E che poi li trasforma in manicaretti da mille e una notte. Paolo Lepori è così. Da anni, nel suo Ristoro del Mangiar Tipico presso Sa Colonia Turismo Rurale, insegna ai clienti assidui e alle centinaia di turisti il piacere di gustare i sapori veri.
Al Ristoro del Mangiar Tipico solo piatti semplici, la tradizione doc sarda sì, ma rivista e corretta, filtrata attraverso la sensibilità di Paolo Lepori che è chef e gourmet, e a suo modo anche un po' maître à penser.
Chi conosce Paolo Lepori ed ha assaggiato anche solo un po' della sua vitalità, sa che lui è a suo agio in ogni situazione.
Ma la vera emozione Paolo Lepori la tradisce quando si parla di cibo, di sapori in via di estinzione, di prodotti tipici; ha parole di grande soddisfazione per il rinnovato interesse verso i cibi della tradizione. Ci dice “Finalmente abbiamo aperto gli occhi e oggi c'è più attenzione per quello che si mangia. Negli ultimi cinque anni c'è stata come una rivoluzione nei consumi, a partire dal movimento Slow Food, dalla ricerca dei prodotti Bio e dalle nuove generazioni di commercianti. L'effetto diossina, insomma, ci ha trovato piuttosto preparati. Alla fine tutti hanno capito che ci si trasforma in ciò che si mangia. E il fatto che anche la grande distribuzione abbia investito sulle produzioni di qualità è un fattore estremamente positivo”.
Conclude Paolo Lepori:“ Esperienza sul campo, insomma, e occhi bene aperti! I sapori veri, una volta sentiti, non si scordano più”. - - Parola di chef. -
"Territorio rurale: il contenitore dei prodotti tipici"
Due le principali tematiche messe a fuoco nel corso del Convegno svoltosi il 10 ottobre 2008 a Tramatza, presso la sala convegni,le relazioni fra agricoltura e turismo ed il ruolo dei prodotti tipici per la promozione del territorio.
Iniziativa dell'Unione europea volta a valorizzare le risorse ambientali, le attività turistiche e l’agricoltura. Accolta e sottoscritta lo scorso anno dalla Sardegna, dalla Liguria, dalle Baleari, dalla Generalidad Valenciana, dalla Tessaglia. La giornata interamente dedicata alla riflessione e discussione sul futuro dell'agricoltura e del turismo in ambito rurale, ha toccato tematiche quali:
- i distretti rurali,
- il marketing territoriale,
- il ruolo dei diversi attori della filiera.
Il Convegno ha consentito di approfondire luci e ombre di questo settore e di discutere sugli strumenti che possono consentire di affrontare le varie problematiche, così da garantire agli operatori del settore un futuro solido e duraturo, forte la presenza di amministratori pubblici e di operatori del settore. Il Convegno ha visto la partecipazione, nelle vesti di esperto di turismo rurale e animatore del territorio, di Paolo Leporiche durante il suo intervento ha messo in evidenza come sul fronte della domanda turistica, le potenzialità della connessione fra turismo ed agricoltura locale sono peraltro confermate da una crescita di interesse molto sostenuta negli ultimi anni, sia da parte dei connazionali che degli stranieri, per tipologie di turismo alternativo. Si tratta di turismi orientati alla riscoperta della natura, della ruralità, delle radici e delle tradizioni legate al territorio, seguiti da molteplici tipologie di fruizione rurale (in particolare agriturismo), che affondano le proprie origini nella spiccata e manifesta vocazione a valorizzare il ricchissimo patrimonio culturale nazionale delle tradizioni locali e regionali che animano il mondo della produzione agricola-alimentare.
Tra le tendenze emergenti sul fronte della domanda turistica, infatti, si assiste al crescente fenomeno per cui il consumatore, animato da una sempre
maggiore sensibilità alle questioni ambientali, nonché dal desiderio di vacanze
salutistiche, a contatto con la natura e “a misura d'uomo”, cerca di ampliare i
propri orizzonti di esperienza “vissuta” anche con l'esplorazione culturale
mirata alla scoperta delle produzioni caratteristiche di un certo territorio. E' in
quest'ottica che il tipico prodotto gastronomico, soprattutto il vino di pregio e
di precisa denominazione ma anche l’olio, i formaggi, i salumi, etc. vengono ad
assumere un ruolo essenziale, permettendo al consumatore di scoprire e di
recuperare il legame naturale che sempre è esistito tra un alimento e il suo
territorio di origine. Concludendo il suo intervento Paolo Lepori afferma che si vengono così a riaffermare i valori storico-culturali legati a queste due realtà, con l'apprezzamento del vino e degli altri prodotti non solo quali beni di semplice fruizione privata, bensì quali significativi elementi di un comune patrimonio di tradizioni da evocare.
Agri-tourism and Rural Tourism. A Key Option for the Rural Integrated and Sustainable Development Strategy
Il 7 aprile si è tenuto a Corte, nel cuore del Parco Regionale Naturale della Corsica, ai piedi delle cime più alte dell'isola, il convegno denominato “Agri-tourism end rural turism. A Key option for the rural integrated and sustainable development strategy”, realizzato sotto l’egida del progetto interreg III C e dalla Regione Corsica.
L'Europa delle regioni si baserà sempre più sulla competizione economica e sulla collaborazione interregionale. La competizione è il motore della crescita; la collaborazione è la condizione affinché la competizione si svolga in modo corretto e con benefici per tutte le parti in gioco. La competizione crea inevitabilmente squilibri; la collaborazione cerca invece gli equilibri, senza soffocare il dinamismo dato dalla competizione, ma anzi stimolando, nel limite del possibile, nuove dinamiche.
Tra i relatori Francois Casabianca (INRA) che ha illustrato la politica agro-ambientale nella montagna corsa;Antoine Feraci (università de Corse Pascal Paoli; Pierre-Jean Muccioni (Consiglio Regionale Corso). Ospite d’eccezione Paolo lepori (Turismo Rurale e Animazione Territoriale) che nel suo intervento mette in risalto come le aziende agricole diventano luogo non solo di produzione ma anche di proposta di quelle che sono le attività contadine di trasformazione e di artigianato, certi che, per le finalità dell’agriturismo, un ritorno al passato possa servire per dare più elementi di novità e scoperta al presente. Queste le premesse per attirare turisti in una terra ancora incontaminata e dove la cultura e le tradizioni possono diventare risorsa per attività lavorative creative e dinamiche da proporre anche al mondo giovanile e femminile.
Continua Paolo Lepori : “In realtà l’agriturismo trova senza dubbio le sue più remote origini inattività che un certo numero di agricoltori e di contadini hanno sempre prestato, specialmente in certe zone, ai turisti o ai forestieri di passaggio, come la vendita di prodotti del fondo, l’affitto di camere per la “stagione” ai villeggianti, l’ospitalità saltuaria a chi non trovava altra sistemazione per un pernottamento. Oggi, però, l’agriturismo, pur presentandosi come uno sviluppo di queste prime iniziative è qualcosa di notevolmente diverso e in molte realtà rappresenta la risposta degli operatori economici delle campagne ad una esigenza propria della civiltà industriale, manifestatasi, soprattutto nei grandi agglomerati urbani. E’, pertanto, più facile ricercare qui, nelle città e nelle esigenze dei cittadini, cosa sia l’agriturismo
Lo scopo cui mirano gli imprenditori agricoli attraverso l’agriturismo è essenzialmente economico, ma le esigenze dei primi fruitori hanno soprattutto carattere culturale ed esistenziale, nascendo dal bisogno di riavvicinarsi ai luoghi d’origine e di ritrovare le radici del proprio passato ed un diverso modo di essere e di intendere i significati dell’esistenza. Si tratta cioè di ritrovare sé stessi ed una civiltà che è senza dubbio diversa da quella nella quale il cittadino vive, ma che non gli è estranea e che anzi lo attrae perché un tempo fu sua ed è suscettibile di tornare, almeno in parte ad esserlo. Rispetto a tali esigenze non si tratta, quindi, di mostrare al turista località a lui ignote o garantirgli un periodo di tranquillità e riposo fisico, ma di ricollocarlo in un certo modo di vivere e di lavorare e questo può avvenire solo se il turista viene inserito nell’ambito di quella particolare comunità vivente che è l’azienda agricola.” Concludendo, Paolo Lepori afferma che: ”Oggi l’agriturismo diventa fenomeno di massa e la domanda si sposta anche sulla ricerca di prodotti tipici e sani, di tradizioni rurali, di paesaggi naturali: in sintesi di uno “stile di vita” che faccia da contraltare a quello urbano. Numerosi sono i programmi di sviluppo rurale in atto sul territorio, molti dei quali ispirati da una strategia di sviluppo integrato. Nelle aree rurali, anche in base agli indirizzi di politica agricola comunitaria, si ritiene necessario attuare azioni di sviluppo che favoriscano la sinergia tanto tra organismi e soggetti locali quanto tra le risorse e i settori.”
Di Eugenia Mazzali
Intervista a Paolo Lepori, imprenditore turistico del Parteolla in Provincia di Cagliari (esperto di turismo rurale e marketing territoriale)
Paolo lepori è nella sua azienda in Località Santu miali a Dolianova (CA) una vecchia colonia rurale ristrutturata, sede della Società cooperativa multifunzionale “Sa Colonia Turismo Rurale”. È il 1998 quando Paolo Lepori ed i suoi soci decidono d’intraprendere l’attività turistico-rurale. Non hanno mai cercato qualcuno che si occupasse di loro. Hanno cercato solo il lavoro e la possibilità di guadagnarsi il pane con dignitàe l’opportunità di migliorare in continuazione. In quegli anni, la campagna, è ancora abitata da famiglie di contadini e da qualche famiglia di pastori. La terra è “povera” e i giovani dalle colline si spostano a cercare lavoro e fortuna nelle località di mare. Nello stesso periodo, l’economia del turismo di massa va a gonfie vele.
Quando Paolo Lepori inizia il cammino che porterà ad aprire la struttura ricettiva nel 2006 nessuno crede che l’agricoltura possa garantire un futuro all’economia di questi paesi che soffrono del fenomeno dello spopolamento. Le tradizioni appaiono come un freno allo sviluppo. In questi anni, i valori e le tradizioni del mondo agricolo non hanno alcun significato economico-commerciale. “Ricordo che il primo anno sembrava che tutti ci ostacolassero, e ci si arrampicava in continuazione" solo gli ospiti che arrivavano da diverse località ci invogliavano a continuare". Oggi racconto questo perché credo che sia di aiuto per chi vuol partire con un progetto di attività rurale, non puntare ad un finanziamento ma valutare nei dettagli se esiste un mercato per l’attività che si intende sviluppare. Serve una buona idea, grande impegno e voglia di lavorare con entusiasmo, ma soprattutto, è importante avere un sogno da realizzare che ti aiuta a superare i momenti più difficili.” “Per me, e spero lo sia per tutti coloro che vorranno cimentarsi con il turismo rurale, la motivazione è stata quella di innamorarmi di queste cose, senza farle per speculazione infatti principalmente turismo rurale è amore per la propria terra e le proprie tradizioni. Non è un caso se sono figlio di agricoltori. Bisogna lavorare molto e con molta passione. L’importante è riuscire a realizzarsi nel territorio circostante, creando una mentalità di aggregazione con la comunità in cui si vive.”
Sa Colonia Turismo Rurale è un’azienda multifunzionale che trasforma i prodotti biologici della terra, offre ospitalità ai turisti in comodi e accoglienti appartamenti e stanze, si occupa di marketing, comunicazione e formazione per lo sviluppo rurale.
Il vostro successo ha dato un impulso notevole a tanti abitanti di questi e dei territori vicini, contribuendo al loro “ritorno” alla campagna, per fare impresa e soprattutto per creare reti di imprese. Oggi il Parteolla è un piccolo gioiello della provincia sia per la ricchezza dell’offerta agrituristica e dei servizi sia per i prodotti agricoli di qualità. Quale è l’ingrediente di questo successo?
“Non esiste un ingrediente particolare. Io affermo spesso, che per creare un impresa di successo non è necessario cercare “nuove terre”, ma avere nuovi occhi. Guardarsi dentro e attorno, ma con uno spirito diverso. Rendere fruibile qualcosa che abbiamo sempre avuto e conosciuto che è la nostra storia e cultura che nessuno potrà mai clonare. In un periodo come quello attuale caratterizzato dalla globalizzazione che tende ad uniformare è essenziale differenziarsi. Occorre farlo, naturalmente utilizzando gli strumenti che la tecnologia moderna e la comunicazione consentono. Ecco, questo è quello che cerchiamo di fare con la nostra azienda”.
Ora che l’azienda è in una fase di crescita, lei si dedica anche allo sviluppo rurale e a progetti di marketing territoriale. Quali sono le sue più grandi soddisfazioni in quest’attività?
“Vedere che oggi, i nipoti di quei nonni che hanno lavorato una vita in campagna con grandi sacrifici hanno voglia di dedicarsi all’agricoltura. Quello che però colpisce maggiormente è che questi giovani ritornano con uno spirito imprenditoriale nuovo, coscienti che il mondo rurale non è una debolezza della società ma una grande risorsa che, se ci crediamo, dobbiamo valorizzare”. Quali sono secondo lei i punti di forza dei settori del turismo e dell’agricoltura dell’Isola?
Penso che un grande punto di forza sia il forte senso di identità che caratterizza noi Sardi e anche un rinnovato entusiasmo nel voler essere protagonisti del proprio futuro”.
Quali i punti di debolezza?
“Noto ancora un po’ troppo individualismo. È essenziale nelle attività imprenditoriali capire che spesso il successo arriva grazie alla capacità di creare sistemi di imprese e di imprenditori. Noto inoltre poca sinergia tra il pubblico e il privato. Ma ciò che più colpisce sono le enormi difficoltà che hanno i giovani a fare impresa perché manca il sostegno delle banche. Non è tanto un problema di tassi di interesse è proprio difficile ottenere dei finanziamenti anche quando si hanno buone idee. Probabilmente non c’è da parte degli istituti di credito la giusta attenzione per le esigenze del mondo imprenditoriale giovanile”.
Lei dà un’importanza notevole alla comunicazione. Quanto è importante per il successo di un’impresa agricola?
“Oggi non è importante saper produrre quanto saper vendere. Oggi tanti paesi producono a prezzi decine di volte più bassi dei nostri. Come possiamo competere? Con la qualità sicuramente, ma soprattutto integrando alle produzioni un concetto importante; quello di territorio. Noi non vendiamo una camera d’albergo, un formaggio o un vino. Noi vendiamo un territorio, con la sua storia, la sua cultura, le sue tradizioni. Ecco, comunicare questo concetto è la vera sfida per le nostre imprese. Oggi in Europa si spendono più soldi per le diete che per l’alimentazione. Non serve più riempire la pancia dei nostri ospiti, è essenziale “riempire” la loro testa”.
Sa Colonia Turismo Rurale èpresente su internet. Quanto incide questo strumento nella comunicazione globale dell’azienda?
“Tantissimo. Ma ciò che è rilevante non è tanto il numero di pagine che può avere il sito internet, ma la capacità dell’azienda di interagire con i visitatori del proprio sito. Questa capacità è quella che permette di fidelizzare il visitatore e lo rende partecipe della vita e delle novità dell’azienda”.
C’è da dire che oggi, l’amico della città e da oltre Tirreno, ha capito il valore che ha la “ruralità” intesa come insieme di valori culturali, ambientali e paesaggistici e perciò ci sostiene e questa, è una grande soddisfazione”.
Crede che fare impresa in agricoltura possa essere la scelta giusta per tanti disoccupati del nostro Paese?
“Sì, se ci si orienta verso un modello di impresa agricola multifunzionale, orientata alle produzioni di qualità attraverso la gestione sostenibile del territorio, alla qualità dei servizi e alla comunicazione e al marketing”.
24-25 novembre – festeggiamenti per il 20° anniversario di fondazione dell’ADMO Sardegna
Sa Colonia Turismo Rurale ha ospitato i rappresentanti delle Regioni Veneto, Lazio, Basilicata e Campania, in occasione dei festeggiamenti per i venti anni di attività dell’ ADMO Sardegna (Associazione Donatori Midollo Osseo). Dal maggio 1987, quando sono stati iscritti i primi due donatori volontari di midollo osseo, i donatori sardi sono diventati sempre più numerosi: oggi la Sardegna è la Regione italiana con il più alto numero di potenziali donatori di midollo osseo in rapporto alla popolazione. ADMO Sardegna, con le sue 50 sezioni, ha festeggiato questo importante anniversario con la partecipazione delle delegazioni di Adoces Veneto, DIMOS Lazio, DOMOS Basilicata e Campania, tutte associazioni impegnate nella informazione e promozione della donazione di midollo osseo e di cellule staminali ematopoietiche.
Parlando con Paolo lepori ci fa sapere che; “I volontari dell'ADMO mi hanno fornito le prime informazioni su questo argomento di cui si parla poco, ma per chi volesse conoscere più particolari è disponibile l'esauriente sito www.admo.it : utilissimo, preciso, che non richiede nessuna particolare competenza per essere visitato, ma che insegna moltissimo a tutti noi. Chi non si sentisse di diventare donatore o non ne avesse i requisiti, può comunque sostenere l'associazione, che come tutte le altre ha bisogno di volontari, di fondi e di solidarietà in generale: sul sito potrete prendere contatto con la sede centrale o conoscere il recapito di quella più vicina al vostro luogo di residenza. Chiaramente colgo occasione per felicitarmi con i componenti dell’associazione e auguro un proficuo e un sereno lavoro futuro”.
La Montagna Produce
Desulo, Nuoro
dal 1 novembre 2007 al 4 novembre 2007
Dal 1 al 4 novembre 2007 a Desulo, in provincia di Nuoro, si svolge una nuova edizione di La Montagna Produce. Evento enogastronomico durante il quale si potranno assaporare ed acquistare tutti i prodotti della montagna
Artefice di questa interessante iniziativa è l’Aspen (Azienda Speciale Promozione Economica Nuorese) che mira a promuovere questo antico territorio intorno al Gennargentu. Durante il proseguo della manifestazione si è tenuta una conferenza mirata alla valorizzazione dei prodotti tipici e dell’ospitalità rurale, nonché le nuove politiche di sviluppo impartite dall’U.E.
Durante la conferenza l’intervento di Paolo lepori (esperto di turismo rurale e animazione territoriale) può essere così sintetizzato: ….- “In questo periodo assistiamo ad un nuovo modo con cui la società metropolitana si rapporta con il mondo rurale. Questo nuovo approccio è più rispettoso, più sensibile al rapporto territorio/presenza umana, ma tende anche a riaffermare la positività di alcuni valori. Questi possono essere sintetizzati in tre direzioni principali.
Il primo è quello della memoria ritrovata e riguarda:
il recupero delle radici,delle abitudini,delle tradizioni;
l’interesse per l’architettura degli edifici rurali e del paesaggio;
la rivalutazione della dignità del lavoro e dell’attività agricola;
il riconoscimento del ruolo centrale delle aziende agricole nella difesa dell’assetto del territorio;
la valorizzazione della gastronomia rurale, regionale, tradizionale;
il secondo è quello della salute e del benessere che si esprime nel piacere della qualità della vita, dell’aria,delle acque,ecc.;
nel ritrovare il piacere del mangiare sano e genuino;
nel paesaggio rurale come fonte di soddisfazione e relax;
Il terzo è quello più dichiaratamente turistico e riguarda la qualità del rapporto umano e la capacità di accoglienza;
il rapporto costo della vacanza/servizi;
la sensazione della scoperta di emergenze paesaggistiche, artistiche, archeologiche, ma anche temi di visita minori.
All’interno di questo ultimo filone, bisogna tenere conto di un’altra importante motivazione,se si vuole capire a fondo la crescita del mercato del turismo in campagna. Questa motivazione si può descrivere come: la rassicurante sensazione di partecipare ad un grande e positivo movimento collettivo che gode di un consenso indiscusso”….. Continua Paolo Lepori… - Solo al momento in cui l’imprenditoria sarda riuscirà a far propria l’idea che non si è nemici “in casa” ma che al contrario, è necessario unirsi in modo da presentare la nostra terra, i nostri prodotti e noi stessi come un’unica realtà, solo allora l’economia isolana sarà forse in grado di uscire dal contesto provinciale puntando, in maniera vincente, verso il mercato globale. La creazione di una offerta integrata e collettiva a livello territoriale è bene rappresentata dalla creazione di itinerari. Il concetto di itinerario è oggi sempre più tematico, specializzato, e questa impostazione si trasferisce anche negli strumenti promozionali (depliantistica, portale internet, ecc.) proposti ai consumatori e che devono percepire con molta chiarezza la chiave scelta per l’approccio al territorio. Necessario, perciò, personalizzare quanto più possibile il proprio stile di ospitalità, in accordo con le tradizioni e l’identità del territorio,e nell’ambito di un programma collettivo che includa tutti gli operatori interessati a livello locale. -….